E’ di appena qualche mese fa il nostro contributo sulla ipotesi di obbligatorietà delle telecamere
negli asili e nelle scuole materne. L’argomento aveva trovato ampio respiro e vasta trattazione in ben
12 disegni di legge, diversi, presentanti in Parlamento. Proposte che avevano ad oggetto non solo la
sicurezza dei più piccoli, ma anche quella dei malati e dei disabili: di chi quindi non può difendersi
per età o per malattia. Le varie proposte hanno fi nalmente trovato un approdo lo scorso Ottobre
quando la Camera ha approvato il ddl.
La nuova legge ha saputo fondere e ben amalgamare le posizioni che, già a nostro parere,
avevano avuto più eco nel corso della prodromica trattazione, vale a dire il Garante per l’Infanzia
– da una parte – ed il Garante per la Protezione dei dati personali dall’altra.

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DIRITTI DELL’INFANZIA

Dal suo punto di vista il Garante per l’Infanzia, Dott.ssa Filomena Albano, aveva infatti palesato la propria posizione
di favore alla presenza di telecamere a circuito chiuso all’interno degli asili nido, con (comunque) alcune restrizioni.
Trattandosi infatti di bilanciare due interessi, relativi a soggetti di minore età (interessi relativi alla riservatezza,
da una parte, e dall’altra al bisogno di rafforzare il sistema di sicurezza, sia pure con effi cacia deterrente)
le misure da adottare dovevano – a detta del Garante – avere una funzione preventiva. Il Garante dell’infanzia
osservava che: “soltanto realizzando queste misure, che sono prevalentemente di carattere preventivo, si riuscirà
a realizzare il superiore interesse dei bambini che, proprio perché piccolissimi, sono particolarmente fragili e
vulnerabili”. Il Garante aggiungeva inoltre: “sono utili tutte le fi gure di supporto agli insegnanti nelle scuole, non solo
gli educatori ma anche le equipe integrate con psicologi e pediatri. E’ il pediatra infatti il primo che può cogliere
segnali di maltrattamento ed abuso fi n dai primi stadi. Qualora le scuole fossero dotate di personale specifi co in
maniera preventiva si potrebbe fare moltissimo”.

DIRITTO ALLA PRIVACY

Per quanto attiene invece al Garante per la Protezione dei dati personali, Dott. Soro, la discussione si caratterizzava
per la straordinaria complessità e rilevanza dei beni giuridici coinvolti. Si trattava infatti di affrontare il delicatissimo
rapporto fra l’“autodeterminazione” del lavoratore (anche a garanzia della qualità e della libertà del lavoro,
in contesti come quelli educativi legati anche a requisiti di spontaneità ed immediatezza nella relazione) e la
protezione di soggetti incapaci o comunque in condizioni di particolare vulnerabilità. Inoltre il Garante per la Protezione
dei dati personali non aveva nascosto di provare qualche diffi denza per le c.d. “scorciatoie tecnologiche1”
come esclusiva risposta a problemi così complessi. Il Dr.Soro ha infatti ha ritenuto fondamentale salvaguardare
il naturale rapporto fra educatori e bambini, che temeva potesse essere falsato e reso artifi cioso, non spontaneo,
non libero proprio perché l’insegnante sapeva di essere costantemente sorvegliato dall’occhio elettronico di una
telecamera.

LA NORMA

Ecco che la delimitazione degli interessi e dei principi giuridici da tutelare e da seguire ha preso corpo nella stesura
del disegno di legge che consente l’installazione delle telecamere a circuito chiuso negli asili e nelle strutture
per anziani e disabili, pubbliche e private. Il testo vede il suo cuore pulsante nella questione legata all’installazione
ed all’accesso, tant’è che i sistemi di videosorveglianza che potranno essere installati saranno a circuito
chiuso, con immagini cifrate, con un meccanismo a due chiavi: una in possesso della struttura stessa e l’altra di
un ente terzo certifi cato. L’accesso alle registrazioni sarà consentito nei casi di segnalazione o denuncia.
In questi specifi ci casi le immagini potranno essere visualizzate soltanto dal Pubblico Ministero o dalla Polizia
Giudiziaria su sua delega. Inoltre, sul fronte dei lavoratori, è bene evidenziare che l’installazione potrà avvenire solo
“previo accordo collettivo con le rappresentanze sindacali unitarie” (in mancanza con l’autorizzazione dell’ispettorato
del lavoro) e la presenza dei sistemi di videosorveglianza dovrà essere sempre segnalata con apposita
cartellonistica. Si evince, pur non essendoci addentrati in tediosi tecnicismi,
il pieno rispetto del principio di proporzionalità del trattamento. Il disegno di legge ha trovato il giusto
bilanciamento fra l’uso generalizzato di telecamere negli spazi didattici, da una parte, e, dall’altra parte, la necessità
che tali sistemi di ripresa riprendano quindi, in modo massivo e continuativo, educatori e bambini.

 

 

Alessandro Oliva Privacy Officer FenivaAvv. Barbara Pandolfino

Vedi articolo originale in pdf  a&s Italy n42_Telecamere_Asili_2_dic

Articolo pubblicato sul numero 42 della Rivista A&S ITALY -Tecnologie e Soluzioni per la Sicurezza Professionale.