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In molti, addetti ai lavori e non, ritengono che installare un sistema di videosorveglianza sia un’operazione la cui complessità è direttamente proporzionale rispetto al grado di evoluzione delle apparecchiature scelte e che la maggiori difficoltà sussistano nella gestione degli spazi sui quali è richiesto l’intervento.

Quanto più semplice e lineare è la geometria del luogo in cui ci viene chiesto di creare un impianto tanto meno articolato sarà il lavoro di installazione.

Questi due aspetti, seppur incontrovertibili, rappresentano solo una parte del lavoro che siamo chiamati a fare in quanto operatori.

In questo senso esistono due filosofie di intervento rispetto ad un dato problema cui trovare una soluzione.

A) La videosorveglianza PASSIVA con approccio AGGRESSIVO

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Alcuni ritengono che più telecamere bene in vista rappresentino un ottimo deterrente rispetto a visite sgradite da parte di mal intenzionati; così come un cane da guardia in giardino può far desistere qualcuno dall’avvicinarsi alla nostra proprietà, la stessa reazione può suscitare la presenza di una telecamera di sicurezza.

In estrema sintesi un sistema visibile con tante telecamere demotiva i malintenzionati, offre più angolazioni di ripresa e infonde maggiore sicurezza in chi lo possiede.

Pur parlando di una verità di fatto, questo è un approccio dispendioso per chi vuole dotarsi di un impianto di videosorveglianza, perché comporta una spesa ingente per l’acquisto della componentistica e la complessa opera di posa cavi.

Pur nello spirito di anticipare possibili furti o atti vandalici, questo modo di concepire la videosorveglianza non tiene conto della forma mentis di coloro i quali decidono di compiere una effrazione :

Chi vuole delinquere lo fa a priori
Un sistema di videosorveglianza visibile implica la possibile presenza di qualcosa da nascondere/tutelare, indica indirettamente un obiettivo da colpire
Se posso vedere dove sono posizionate le telecamere, posso eluderle e/o manometterle = danneggiamenti e maggiori costi di manutenzione

Da queste semplici constatazioni si capisce con chiarezza quanto l’uso e l’abuso di certa strumentazione non sempre producano la soluzione della necessità cui siamo chiamati a rispondere.

Ecco perché in Feniva abbiamo adottato una diversa concezione del lavoro, un modo teoricamente anti-economico per chi fornisce servizi, a guardarlo in termini superficiali, ma che nella nostra visione aziendale è ideale per costruire quel solido rapporto fiduciario tra operatore e cliente in grado di saldarsi nel tempo.

B) La videosorveglianza DISCRETA

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Cosa intendiamo per discrezione ?

Un sistema discreto di videosorveglianza in grado di superare la semplice deterrenza e di garantire l’individuazione dei responsabili di un eventuale crimine e far sì che non succeda più, si fonda su tre principi fondamentali:

Ottimizzare il costo per i clienti, anche quando ci viene chiesto di coprire ogni centimetro quadro della proprietà con telecamere
Sviluppo personalizzato e valutazione dei rischi per i sistemi occultati
Attraverso l’occultamento, posizionare le telecamere a distanza minima dal luogo su cui vigilare, massimizzando le possibilità di individuazione dei responsabili delle effrazioni

Qui in Feniva questo tipo di competenze sono state sviluppate da anni, elevandole ad una vera e propria forma d’arte. Per questo oggi abbiamo deciso di proporvi un caso di scuola che illustra in maniera plastica quanto sia importante far sì che i sistemi di videosorveglianza nascosti possano costituire una soluzione conveniente ed efficace.

Il Caso Quotidiano : I furti seriali in garage e cantine

Qualche giorno fa nella nostra sede di Torino è venuta a farci visita una famiglia che da qualche tempo è vittima di continui furti nella propria abitazione.

La conformazione degli alloggi fa sì che la zona notte e quella del soggiorno siano totalmente distaccate da quella dedicata al garage, alle cantine etc.

Insomma per gli abitanti della casa è impossibile percepire alcun rumore o vedere se e come qualcuno decide di entrare nel cortile della casa e trafugare materiale.

Eppure la famiglia in questione possiede ben 6 cani liberi di scorrazzare nel cortile di pertinenza, nonostante ciò le effrazioni si sono ripetute in maniera incessante e negli ultimi mesi i danni subiti sono stati quasi di 5.000 euro.

Coscienti dell’impossibilità di continuare di questo passo, visti i furti ed il sentimento di insicurezza crescente provocato dagli stessi, ci è stato chiesto di studiare l’installazione di un sistema di videosorveglianza che garantisse il controllo h24 della zona cieca dell’abitazione.

Dopo un attento sopralluogo (di cui non possiamo fornirvi alcuna immagine per ragioni di privacy a tutela dei nostri clienti) abbiamo notato come l’installazione di una o più telecamere non avrebbe aggiunto nulla in termini di sicurezza, reale o percepita che fosse.

Volendo installare un sistema di videosorveglianza nascosto ci siamo subito rifiutati di proporre quello che in gergo si chiama “OVER-WATCHING” (l’impiego di un numero eccessivo di telecamere a coprire un determinato spazio, l’approccio passivo/aggressivo descritto in precedenza N.d.R.).

GLI SVANTAGGI DI UNA INSTALLAZIONE A VISTA
Avremmo dovuto piazzare le telecamere a distanza troppo ravvicinata tra loro, vanificando la pluralità di immagini.
La dislocazione sarebbe stata o ravvicinata per garantire una nitidezza sufficiente delle registrazioni, ma offrendo al tempo stesso l’occasione per manomissioni e danneggiamenti, oppure ad una distanza di sicurezza di tale portata da non poter estrapolare alcun particolare di sorta, specie al buio.

A questo punto abbiamo cambiato approccio, ripensando il tutto attraverso la prospettiva dell’occultamento e la soluzione proposta si è rivelata la migliore disponibile sia per efficacia che per spesa, trovando immediata reazione positiva ed entusiasta da parte dei committenti.

Nascondi ed Osserva : la telecamera c’è ma non si vede

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Lo scatto che vi abbiamo proposto contiene già in sè tutte le informazioni chiave per comprendere la validità ed efficacia della soluzione.

La scatola di derivazione sta catturando le immagini davanti a sé in quanto al suo interno è stata posta una telecamera occultata !!!

La soluzione è stata innanzitutto testata nei nostri laboratori, verificando che il passaggio di corrente non surriscaldasse nè l’alloggio nel quale era stata posta la telecamera nè la telecamere stessa.

Una volta assicurata l’assenza di cortocircuiti dalla messa in funzione abbiamo constatato come 1 SOLO MILLIMETRO DI DIAMETRO consentisse, a DISTANZA MINIMA, la ripresa di tutto il locale da sorvegliare, senza alcun punto cieco.

In seconda istanza abbiamo fatto una prova empirica testando l’efficacia dell’occultamento. Abbiamo infatti chiesto agli installatori che sono soliti venire a trovarci in sede di indicarci quale fosse la telecamera che stava catturando le immagini mostrare nel monitor di servizio.

Ebbene NESSUNO ci ha dato la soluzione corretta, nonostante siano stati professionisti del settore che svolgono questo lavoro da anni ad essere oggetto del test, nessuno si è reso conto che le immagini provenivano dalla falsa scatola di derivazione.

Questo ci ha convinti della bontà della nostra scelta e l’abbiamo quindi proposta i nostri clienti illustrandone la validità.

Nel caso specifico abbiamo utilizzato una telecamera analogica, quindi un oggetto poco costoso e che comporta un cablaggio vecchio stile, ma avremmo potuto anche utilizzare una telecamera IP da collegare alla rete Wireless di casa, una soluzione più impegnativa sotto il profilo economico ma che avrebbe consentito la connessione diretta tra telecamere e dispositivi mobili (smartphone ed altri device) ed assistenza da remoto presso le nostre strutture.

In entrambi i casi le telecamere possono essere piazzate con altezza angolazione e posizione tale da coprire tutto il cortile, in un numero esiguo (con un grosso risparmio per il cliente) ma offrendo sempre una copertura capillare. Il tutto senza modificare in maniera sostanziale la geografia del luogo d’osservazione.

Utilizzare una scatola di derivazione per esterni ci ha consentito di inserire in un contesto come quello di un cortile un elemento coerente, in grado di non attirare l’attenzione da parte di nessuno e senza suggerire in alcun modo la presenza di una telecamera al suo interno.

Quello che vi abbiamo descritto è solo uno dei tanti modi in cui concepiamo un impianto di videosorveglianza occultato, le possibilità di inserire elementi che nascondono una o più telecamere senza che queste siano visibili sono vincolate solo alle capacità degli operatori di pensare in maniera alternativa al servizio dei clienti, noi di Feniva oggi vi abbiamo mostrato cosa siamo in grado di fare, non esitate a contattarci per maggiori informazioni o per le vostre richieste.


1 Comment

admin · Luglio 4, 2014 at 4:32 pm

Ciao Stefano !

Sono Alessio, Content Editor qui in Feniva ed autore dell’articolo che hai appena letto, cercherò di rispondere, nella maniera più esaustiva possibile mi auguro, alla tua richiesta.

Per quanto riguarda l’osservanza sulla legislazione in termini di privacy, esistono due filoni all’interno dei quali viene ricondotta tutta la casistica esistente.

1) La videosorveglianza di spazi e luoghi di lavoro
2) La videosorveglianza di spazi e proprietà private

La videosorveglianza sul lavoro è un tema composito che svilupperemo più avanti, fornendo noi consulenza anche per esercizi commerciali. Nel caso di specie (ed immagino che la tua curiosità verta su questo) parliamo però di videosorveglianza di una proprietà privata.

Da questo punto di vista l’approccio è decisamente più semplice e diretto.

A seguito di aggiornamenti sulle direttive in merito del 2010, LA VIDEOSORVEGLIANZA NON E’ DA CONSIDERARSI VIOLAZIONE DELLA PRIVACY.

-Cosa intendiamo per violazione della privacy ?

Nello specifico si intende che un privato cittadino, se lo ritiene necessario può video-sorvegliare le sue proprietà senza dover chiedere alcun permesso alle autorità.

Partendo dalla tua osservazione, ovvero se installare telecamere nascoste non imponesse l’affissione di una informativa (il cartello canonico da te citato), posso risponderti con assoluta sicurezza NO, non vi sono problemi legati alla privacy per le telecamere nascoste, ma vi è un’importante precisazione in tal senso da dover fare.

Quando parliamo di sorvegliare la nostra proprietà parliamo in termini assoluti, cioè possiamo inquadrare SOLO E SOLTANTO GLI SPAZI DI CUI DETENIAMO LA PROPRIETA’.

Provo a farti un esempio a partire dall’istallazione descritta nell’articolo :

I nostri clienti volevano porre delle telecamere che davano sul garage e le cantine, e noi abbiamo potuto montare delle hidden-cameras in modo tale che catturassero quella porzione di spazio.

Se per errore avessimo montato le telecamere con una angolazione tale da inquadrare anche zone comuni dell’abitazione (il ballatoio del vicino, l’ingresso del palazzo per il quale transitano anche altri condomini etc. etc.) o suolo pubblico allora in caso di segnalazione saremmo stati inadempienti rispetto alla normativa sulla privacy.

Volendo sintetizzare quanto esposto sin’ora, nella speranza di aver fugato ogni tuo dubbio, posso dire che è possibile videosorvegliare senza autorizzazioni e informative tutto ciò che è mio, ma solo e soltanto ciò che è mio.

Resto in attesa di una tua eventuale replica o altre richieste di sorta in relazione all’articolo.

Ti ringrazio personalmente a nome di tutto il gruppo Feniva per il tuo interesse e ti invitiamo a rimanere sui nostri canali istituzionali per saperne sempre di più sul mondo della sicurezza.

A presto,

Alessio Sarnelli, Content Manager & Social Media Manager @ FENIVA SRL.

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